CAPOLUNGO DEL BICIPITE

CAPOLUNGO DEL BICIPITE

Dott. Eugenio Cesari, Chirurgo Ortopedico della spalla e del gomito. Responsabile UO Ortopedia e Traumatologia Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Dott. Eugenio Cesari

Benvenuto nella mia sezione sul capolungo del bicipite chiamato anche CLB. Come chirurgo ortopedico specialista della spalla, ho dedicato più di 15 anni della mia carriera a migliorare la qualità della vita delle persone affette da problematiche degenerative e post-traumatiche della spalla e del gomito, incluse le lesioni e le rotture del CLB. In questa pagina, esploreremo in dettaglio questa condizione, dalle cause, ai tipi di lesione, fino ai trattamenti, all’ intervento e al recupero. Il mio obiettivo è fornire informazioni chiare e pratiche che ti aiuteranno a prenderti cura della tua salute della spalla in maniera più attenta e ad adottare nuove abitudini positive per ridurre il dolore e le complicanze.

Lo sapevi che?

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Shoulder and Elbow Surgery, le rotture del tendine del capolungo del bicipite rappresentano circa il 95% di tutte le lesioni del bicipite.

L’incidenza di queste lesioni tende ad aumentare con l’età, con un picco di frequenza tra i 40 e i 60 anni, con una prevalenza maggiore negli uomini rispetto alle donne.

Capolungo del Bicipite (CLB): Che cos’è, anatomia e funzione

Il capolungo del bicipite, conosciuto anche come CLB, è una struttura tendinea fondamentale situata nella parte anteriore della spalla. Origina dal polo superiore della glenoide, la cavità ossea dove si articola la testa omerale, e si estende attraverso il solco bicipitale dell’omero fino al suo inserimento sulla tuberosità del radio, nella zona dell’ avambraccio.

Al di sotto della spalla il tendine del capolungo del bicipite si trasforma in muscolo e prosegue fino al gomito, unendosi insieme al capo breve del bicipite e formando quello che comunemente chiamiamo bicipite del braccio (bicipite brachiale).

È essenziale comprendere a fondo l’ anatomia e la funzione del CLB per valutare correttamente le lesioni e pianificare un trattamento efficace.

Ruolo del Capolungo del Bicipite nelle Attività quotidiane

Il CLB svolge un ruolo essenziale nella vita di tutti giorni, permettendoci la flessione del gomito e la supinazione dell’avambraccio. In altre parole, ci consenti di compiere un’ ampia gamma di movimenti del braccio come il suo sollevamento o la sua rotazione, ad esempio quando portiamo il cibo alla bocca o quando giriamo le chiavi nella porta.

Inoltre, il capolungo è coinvolto anche nella stabilizzazione della spalla durante diverse attività, come sollevare pesi o afferrare oggetti pesanti.

cause capolungo del bicipite dott eugenio cesari copyright

Cause delle lesioni del capolungo del bicipite

Le lesioni al capolungo del bicipite possono essere causate da vari fattori tra cui traumi acuti, come incidenti, cadute o infortuni sportivi, e sforzi ripetitivi ed eccessivi nel tempo. Gli atleti professionisti (es. basket, tennis, pallavolo,..) e i lavoratori che svolgono azioni ripetitive del braccio in cui è coinvolto il bicipite (es. operai, magazzinieri, idraulici,..) sono particolarmente suscettibili.

L’ infiammazione cronica, l’usura e l’invecchiamento possono contribuire al deterioramento del tendine, aumentando il rischio di infiammazione (tendinite) e rottura parziale o totale. Infatti, le lesioni del tendine del bicipite sono più comuni con l’avanzare dell’età, poiché i tendini tendono a perdere l’ elasticità e la capacità rigenerativa, diventando più fragili.

Tuttavia, anche l’inattività può indebolire i tendini, aumentando il rischio di lesioni al capolungo del bicipite. È opportuni quindi rallentare la degenerazione e fare un’ adeguata prevenzione con esercizi personalizzati e regolari.

Le cause comuni di una rottura del capolungo del bicipite

Oltre alle cause sopra citate, ci sono altri fattori comuni più specifici che portano alla rottura del tendine capolungo del bicipite:

Lesioni SLAP (o lesioni dell’ inserzione del bicipite)

Instabilità del bicipite

Tendinite del bicipite in fasi avanzate

Sintomi di una Lesione del Capolungo del Bicipite

Cosa accade quando il tendine capolungo del bicipite è infiammato o danneggiato?

I sintomi alla base delle lesioni al capolungo del bicipite possono variare in base alla gravità della condizione, ma spesso includono dolore nella parte anteriore del braccio e della spalla, debolezza muscolare, gonfiore e difficoltà nell’eseguire movimenti come sollevare oggetti pesanti o flettere il gomito.

In alcuni casi si manifesta la perdita di contatto parziale o totale del tendine con il solco omerale, iperemia attorno al capolungo del bicipite o ancora alterazione della struttura del tendine.

È importante notare che i sintomi possono manifestarsi gradualmente nel tempo e peggiorare con l’attività fisica (ad es. sollevamento pesi o rotazioni).

Lesione o rottura del tendine capolungo del bicipite? La Diagnosi

rmn risonanza magnetica rottura tendine capolungo del bicipite dott eugenio cesari copyright

La diagnosi differenziale tra lesione e rottura del tendine capolungo del bicipite richiede un approccio completo e accurato, considerando diversi fattori clinici e strumentali.

Di solito si inizia con una valutazione fisica e anamnestica accurata da parte di un medico specialista. Dopo aver inquadrato la presenza e la scala di dolore del paziente, il grado di debolezza e di limitazione dei movimenti, è essenziale l’ utilizzo di metodiche di imaging avanzate.

Come primo test viene di solito utilizzata l’ ecografia, al fine di valutare in modo dettagliato la morfologia e lo stato del tendine. Dalle immagini ecografiche si possono individuare i segni di infiammazione, ispessimento o alterazione del pattern del tendine, utili per indicare la presenza di lesione o rottura.

Se questo non basta (generalmente nei casi complessi di sospetta rottura completa del tendine) si ricorre alla risonanza magnetica (RMN) per visionare nel dettaglio i tessuti molli e valutare l’ estensione della lesione, il coinvolgimento dei tessuti circostanti e la presenza di eventuali complicanze, come la retrazione del tendine o la presenza di liquido articolare.

In casi minori viene utilizzato come primo metodo la radiografia (RX), utile più per escludere lesioni ossee associate.

Meccanismi e tipi di lesione del capolungo del bicipite

Epidemiologia e Fisiopatologia delle lesioni del tendine capolungo del bicipite

Come precedentemente menzionato, le lesioni dei tendini del bicipite possono verificarsi per vari meccanismi, tra cui l’indebolimento legato all’età, l’inattività, l’eccessiva attività, i traumi diretti e le condizioni preesistenti della spalla.

Le lesioni del CLB possono variare dalla tendinite (o tendinopatia) all’infiammazione cronica del tendine, fino alla rottura parziale o completa.

Un evento comune è la lussazione del tendine (fuoriuscita) dal suo solco sulla testa omerale, che può verificarsi in concomitanza con lesioni della cuffia dei rotatori o del tendine del sottoscapolare. In alcuni casi, il tendine può subire un’avulsione parziale o totale dalla sua inserzione sulla glenoide, causando instabilità e disfunzione articolare.

Rottura del capolungo del bicipite

La rottura del tendine capolungo del bicipite è un evento doloroso e invalidante che, come abbiamo visto prima, può verificarsi a seguito di traumi acuti o a causa di una degenerazione progressiva del tendine nel tempo.

I sintomi di una rottura del capolungo del bicipite possono variare da lievi a gravi e includono dolore improvviso nella parte anteriore o superiore della spalla, gonfiore, ecchimosi e una sensazione di debolezza nel braccio interessato. In alcuni casi, si può avvertire un suono di scatto o di strappo durante il momento dell’infortunio.

Piccoli traumi possono determinare la rottura di alcune fibre tendine. Al crescere dell’importanza e violenza dei traumi corrispondono maggiori lesioni delle fibre tendinee fino alla rottura parziale o totale del tendine.

Alla completa rottura del capo lungo del bicipite fa seguito la discesa del moncone tendineo nel solco bicipitale: il muscolo bicipite assumerà un aspetto “a palla” o “popeye sign”, poco al di sopra dell’articolazione del gomito.

Le conseguenze sulla funzionalità del muscolo bicipite saranno modeste grazie alla presenza del secondo ancoraggio sul processo coracoideo all’esterno ed anteriormente alla spalla.

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Trattamento delle lesioni del capolungo del bicipite

Cura e rimedi per il capolungo del bicipite infiammato

Il trattamento delle lesioni del tendine del bicipite dipende dalla gravità della lesione, dalle esigenze funzionali del paziente e dalle sue risposte individuali. Nei casi lievi, il riposo, l’applicazione di ghiaccio e l’assunzione di farmaci anti-infiammatori cortisonici possono essere sufficienti per ridurre dolore e gonfiore.

In altri casi, può essere necessario ricorrere a un programma mirato di fisioterapia e terapia fisica che può includere esercizi di rinforzo muscolare, stretching, mobilizzazione articolare e tecniche di rieducazione propriocettiva per migliorare la stabilità e la funzionalità della spalla.

Tuttavia, nei casi più gravi in cui le terapie conservative non portino al miglioramento dei sintomi può essere necessario un intervento chirurgico per riparare il tendine danneggiato. Questo intervento può variare dalla pulizia del tessuto danneggiato alla resezione e fissazione del tendine.

Approcci terapeutici avanzati per le lesioni del capolungo del bicipite

Negli ultimi anni, sono emersi nuovi approcci terapeutici per il trattamento delle lesioni del capolungo del bicipite, che mirano a migliorare i risultati a lungo termine e ridurre i tempi di recupero. Tra questi approcci, la terapia con onde d’urto extracorporee (ESWT) ha guadagnato popolarità come opzione non invasiva per stimolare il processo di guarigione e ridurre il dolore nei pazienti con lesioni del tendine del capolungo del bicipite.

Studi clinici hanno dimostrato che l’ESWT può migliorare i sintomi e la funzionalità del braccio nei pazienti con lesioni del capolungo del bicipite, offrendo un’alternativa efficace alla terapia convenzionale.

Trattamento della rottura del tendine capolungo del bicipite

Quando serve l intervento chirurgico?

Il trattamento della rottura del capolungo del bicipite dipende dalla gravità dell’infortunio e può includere inizialmente le terapie conservative elencate nel paragrafo precedente, specialmente la fisioterapia per ripristinare la forza e la mobilità della spalla e del braccio.

Nei casi più gravi o persistenti, può essere necessario come prima alternativa un intervento chirurgico per riparare il tendine danneggiato o, in alcuni casi, per rimuoverlo completamente e ripristinare la funzionalità della spalla.

Rottura del capolungo del bicipite: l’ intervento chirurgico

Riparazione del tendine, tenodesi o tenotomia

Le procedure chirurgiche nei casi di rottura del tendine capolungo del bicipite possono includere la riparazione del tendine, la tenodesi o la tenotomia; se solo una piccola parte del tendine è danneggiata, un semplice “debridement” (pulizia) per via artroscopica può rappresentare la soluzione.

Qualora la maggior parte del tendine sia danneggiato allora si rende necessaria una tenotomia (resezione del tendine) ed una tenodesi (fissaggio del moncone tendineo).

Tali procedure chirurgiche possono essere anch’esse effettuate per via artroscopica consentendo, con la minima invasività che caratterizza questa tecnica, di recidere l’inserzione del tendine danneggiato e di proceder ad una sua nuova fissazione su capi ossei o su altre strutture tendinee. 

Qualora il tendine si sia rotto spontaneamente
 allora l’unica procedura chirurgica effettuabile, se necessario, è la tenodesi sempre che il moncone del capo lungo non sia uscito dal solco bicipitale scivolando in basso.

Qualora il tendine sia andato incontro ad una avulsione parziale della sua ancora sulla glenoide (lesione SLAP) si può provvedere ad un rifissaggio in sede anatomica per via artroscopica avvalendosi di appositi sistemi di sintesi (fili di sutura e micro viti).

Tenodesi

tenodesi capolungo del bicipite immagini intervento chirurgico dott eugenio cesari copyright

Tenotomia

tenotomia capolungo del bicipite immagini intervento chirurgico dott eugenio cesari copyright

Riabilitazione dopo l’ intervento al tendine capolungo del bicipite

La riabilitazione mirata dopo l’intervento al tendine del capolungo del bicipite è fondamentale per il successo a lungo termine del trattamento.

Un programma di riabilitazione personalizzato può includere esercizi di stretching, rinforzo muscolare e mobilizzazione articolare per ripristinare la forza, la flessibilità e la stabilità della spalla. È importante che il paziente segua attentamente le indicazioni del fisioterapista e del chirurgo ortopedico e si impegni con costanza nel processo riabilitativo, al fine di ottenere i migliori risultati possibili e prevenire complicanze.

Tempi di Recupero post-intervento al tendine capolungo del bicipite

Il tempo di recupero dopo l’intervento chirurgico varia in base alla gravità della lesione, al tipo di intervento effettuato e alla predisposizione del paziente nella riabilitazione.

Dopo l’intervento l’arto operato deve essere tenuto al fianco, in posizione neutra, mediante l’utilizzo di appositi “sling” ovvero comode tasche a sospensione con o senza cuscini distanziali.

In genere, è necessario un periodo di 4-6 settimane per la completa cicatrizzazione del tendine sull’osso o su altri tendini. Questo è il tempo fisiologico da aspettare prima di iniziare la riabilitazione attiva.

Il ritorno alle leggere attività quotidiane può avvenire gradualmente dopo queste 2-3 settimane di cicatrizzazione, mentre il ritorno a mansioni lavorative pesanti può richiedere 3-4 mesi o più, a seconda della risposta individuale al trattamento.

Approccio Preventivo alle lesioni del capolungo del bicipite

La prevenzione delle lesioni del capolungo del bicipite è fondamentale per mantenere la salute e la funzionalità dell’articolazione di tutta la spalla.

Per prevenire le lesioni del tendine capolungo del bicipite, è importante adottare un approccio preventivo che includa il mantenimento di una buona forma fisica, l’esecuzione corretta degli esercizi di rinforzo e stretching, e il rispetto dei limiti di carico durante le attività fisiche.

Inoltre, è consigliabile evitare movimenti ripetitivi eccessivi e consultare un medico o un fisioterapista in caso di dolore persistente o sintomi di lesione del tendine del bicipite.

Correggere in maniera tempestiva e precoce eventuali squilibri muscolari o disfunzioni articolari può ridurre notevolmente il rischio di lesioni al capolungo del bicipite.

FAQ e domande sul capolungo del bicipite

Il capolungo del bicipite è uno dei principali muscoli della spalla ed è responsabile di diverse funzioni, tra cui l’abduzione del braccio (sollevamento laterale), la flessione del gomito e la rotazione esterna della spalla. Si estende dal processo coracoideo della scapola fino alla testa dell’omero.

I sintomi comuni di una lesione al capolungo del bicipite includono dolore nella parte anteriore della spalla o del braccio, ematoma o gonfiore, debolezza muscolare, limitazione dei movimenti della spalla e sensazione di scrocchio o crepitio durante il movimento.

Il trattamento può variare a seconda della gravità della rottura e delle esigenze del paziente. Le opzioni possono includere una terapia conservativa come terapia fisica, fisioterapia, riposo, farmaci anti-infiammatori, o, nei casi più gravi, l’ intervento chirurgico per riparare il tendine danneggiato.

Il tempo di recupero dipende dalla complessità dell’intervento e dalla risposta individuale del paziente alla riabilitazione. In genere, la ripresa delle attività lavorative dopo 15 giorni e il recupero completo dopo 3-4 mesi, durante i quali è essenziale seguire attentamente il programma di riabilitazione prescritto dal medico.

Sì, come con qualsiasi intervento chirurgico, ci sono rischi potenziali associati alla tenotomia del capolungo del bicipite, tra cui infezioni, sanguinamento e danni ai nervi circostanti.

Tuttavia, questi rischi sono generalmente minimizzati attraverso una corretta valutazione pre-operatoria e l’esperienza del chirurgo. Nella nostra équipe sono inferiori all’ 1%.

Una lesione non trattata del capolungo del bicipite può portare a una serie di complicazioni a lungo termine, tra cui la perdita di funzionalità della spalla, l’instabilità articolare, l’atrofia muscolare e il dolore cronico. Inoltre, una lesione non trattata può predisporre il paziente a ulteriori danni o lesioni.

Con il tempo e un adeguato recupero post-operatorio, molti pazienti possono tornare a praticare sport e attività fisiche normali dopo un intervento chirurgico al capolungo del bicipite.

Tuttavia, è importante seguire le raccomandazioni del medico e iniziare gradualmente, evitando sforzi eccessivi che potrebbero compromettere il processo di guarigione.

L’infiammazione del capolungo del bicipite si riferisce a un’irritazione o infiammazione del tendine, che può causare dolore e limitazione della mobilità della spalla. La rottura del capolungo del bicipite, d’altra parte, implica una lacrima parziale o completa del tendine, che può richiedere trattamenti diversi, tra cui terapia fisica o intervento chirurgico a seconda della gravità.

L’infiammazione del capolungo del bicipite si riferisce a un’irritazione o infiammazione del tendine, che può causare dolore e limitazione della mobilità della spalla. La rottura del capolungo del bicipite, d’altra parte, implica una lacrima parziale o completa del tendine, che può richiedere trattamenti diversi, tra cui terapia fisica o intervento chirurgico a seconda della gravità.

Sì, esercizi di rafforzamento e stabilizzazione della spalla possono aiutare a prevenire le lesioni del capolungo del bicipite. Gli esercizi mirati possono includere sollevamento laterale, flessioni del braccio, rotazioni della spalla e esercizi di equilibrio e coordinazione. Tuttavia, è importante eseguire gli esercizi correttamente e sotto la supervisione di un professionista sanitario per evitare lesioni aggiuntive.

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