CAPSULITE ADESIVA

CAPSULITE ADESIVA

Dott. Eugenio Cesari, Chirurgo Ortopedico della spalla e del gomito. Responsabile UO Ortopedia e Traumatologia Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Dott. Eugenio Cesari

Benvenuto nella mia sezione sulla capsulite adesiva chiamata anche spalla congelata (o frozen shoulder). Come chirurgo ortopedico specialista della spalla, ho dedicato più di 15 anni della mia carriera a migliorare la qualità della vita delle persone affette da problematiche degenerative e post-traumatiche della spalla e del gomito, inclusa la capsulite adesiva. In questa pagina, esploreremo in dettaglio questa condizione, dai sintomi e cause alla gestione e prevenzione efficace. Il mio obiettivo è fornire informazioni chiare e pratiche che ti aiuteranno a prenderti cura della tua salute della spalla in maniera più attenta e ad adottare nuove abitudini positive per ridurre il dolore.

Lo sapevi che?

La capsulite adesiva colpisce circa l’1-5% della popolazione generale, con una maggiore incidenza nelle donne rispetto agli uomini. È più comune tra i 40 ei 60 anni, sebbene possa verificarsi a qualsiasi età.

Cos’è la capsulite adesiva della spalla?

La capsulite adesiva, comunemente nota come spalla congelata, è una condizione dolorosa e debilitante caratterizzata dalla perdita di mobilità di uno o più movimenti dell’articolazione gleno-omerale a causa di un’infiammazione e di un restringimento della capsula articolare. L’insorgenza della rigidità nel movimento è soltanto secondaria ad altre cause.

Alcuni segnali che possono dare un indizio su questa patologia sono dolore persistente (in particolare nel sonno, sul fianco della spalla interessata), difficoltà nel sollevare il braccio e una ridotta gamma di movimento.

È essenziale distinguere tra capsulite adesiva e altre condizioni della spalla per garantire una diagnosi accurata e un trattamento mirato. Nell’ esperienza della mia équipe medica, abbiamo avuto pazienti che sono pervenuti alla spalla congelata muovendosi da situazioni diverse:

  • Semplice infiammazione della cuffia dei rotatori
  • Presenza di calcificazioni tendinee
  • Fase acuta di dolore di spalla
  • Trauma diretto alla spalla senza lesione di alcuna struttura
  • Conseguenza di una lussazione gleno omerale
  • Frattura della clavicola con conseguente immobilizzazione
  • Fratture diverse a livello dell’arto superiore, seguite da immobilizzazione
  • Conseguenza di un intervento chirurgico, seguito da una situazione di iperprotezione dell’arto da parte del paziente o di una successiva riabilitazione non condotta secondo i giusti criteri
  • Assunzione di una particolare categoria di farmaci o innalzamento di alcuni valori ematici

Queste ed altre ancora possono rappresentare le cause di una patologia che è accomunata dal segno clinico rappresentato dalla riduzione più o meno accentuata dell’escursione articolare.

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I tre stadi della capsulite adesiva

La capsulite adesiva o spalla congelata può manifestarsi in tre fasi distinte:

  1. La fase infiammatoria, in cui il paziente sperimenta dolore acuto e infiammazione nella spalla, che può durare da qualche settimana a diversi mesi.
  2. La fase di congelamento, caratterizzata dalla progressiva perdita di mobilità e dal peggioramento del dolore
  3. La fase di scongelamento, in cui la mobilità articolare inizia a migliorare gradualmente.

Riconoscere in quale fase si trova il paziente è cruciale per pianificare il trattamento specifico e gestire le aspettative di recupero.

I sintomi della capsulite adesiva: come riconoscerli e interpretarli

I sintomi della capsulite adesiva e la loro durata possono variare da individuo a individuo, ma spesso includono dolore persistente nella spalla, specialmente durante i movimenti e la notte, rigidità articolare e difficoltà nell’eseguire attività quotidiane come vestirsi o pettinarsi i capelli.

Dal punto di vista clinico, i sintomi si esprimono durante l’anteposizione passiva del braccio, raggiunta l’ampiezza possibile, si associa un movimento di compenso della scapola; ciò è dovuto ad una messa in tensione dei tessuti interessati, capsulari e muscolotendinei, che rendono strettamente solidali le due strutture ossee (omero, scapola).

Lo stesso avviene per i movimenti di rotazione interna ed esterna. La messa in tensione di questi tessuti si associa sempre a un intenso dolore.

Alcune persone possono anche sperimentare un progressivo peggioramento della del dolore e della mobilità nel corso del tempo e a seconda della fase della capsulite. È importante riconoscere questi sintomi e la loro intensità in modo precoce per iniziare il trattamento il prima possibile e prevenire complicazioni future.

Curiosità

Secondo uno studio recente pubblicato su “The Journal of Orthopaedics and Traumatology“, il 45% dei pazienti con capsulite adesiva ha riportato una ridotta qualità del sonno a causa del dolore alla spalla. Questi sintomi possono quindi avere un impatto significativo sulla qualità della vita, e l’importanza di un trattamento tempestivo e mirato è cruciale.

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Capsulite Adesiva: le cause e i fattori di rischio

Le cause esatte della capsulite adesiva non sono completamente comprese, ma si ritiene che una combinazione di fattori genetici, infiammazione e trauma possa contribuire allo sviluppo della condizione.

Tra i potenziali fattori di rischio vi sono:

  • Traumi alla spalla, come lesioni sportive o incidenti automobilistici
  • Periodi di immobilizzazione prolungata, come quelli dovuti a un intervento chirurgico o a una frattura.
  • Alcune condizioni mediche, come il diabete o le malattie della tiroide, possono aumentare il rischio di sviluppare la capsulite adesiva

Uno studio condotto su Science Direct riguardante dei pazienti con capsulite adesiva ha evidenziato un’associazione significativa tra la condizione e il diabete mellito, suggerendo un potenziale legame tra disfunzione metabolica e infiammazione della capsula articolare. Questi risultati sottolineano l’importanza di una valutazione completa dei fattori di rischio e di una gestione integrata della condizione.

In generale, comprendere le cause e i fattori di rischio soprastanti è fondamentale per una gestione efficace della condizione e per prevenire recidive.

Diagnosi della Capsulite Adesiva: Esami e Test di Imaging

La diagnosi della capsulite adesiva inizia con una valutazione approfondita dei sintomi e della storia clinica del paziente da parte di un medico specialista. Il medico può eseguire una serie di test fisici per valutare la gamma di movimento della spalla e confermare la presenza di dolore e ridotta mobilità caratteristici della capsulite adesiva.

In alcuni casi, possono essere necessari test di imaging, come radiografie o risonanza magnetica, per escludere altre patologie della spalla e confermare la diagnosi. L’uso combinato di tecniche di imaging può consentire una valutazione dettagliata della capsula articolare e delle strutture circostanti, contribuendo a una diagnosi più precisa.

La diagnosi differenziale può essere una parte importante del processo diagnostico, poiché i sintomi della capsulite adesiva possono sovrapporsi ad altre condizioni della spalla come lesioni della cuffia dei rotatori, tendinite o borsite. Un’accurata valutazione clinica e l’interpretazione dei risultati degli esami di imaging sono fondamentali per una diagnosi migliore.

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Trattamento della Capsulite Adesiva: Opzioni Terapeutiche e Gestione del Dolore

In questi quindici anni di esperienza sulla spalla, insieme alla mia équipe medica, ho trattato e risolto centinaia di capsuliti e il nostro approccio ha seguito una continua evoluzione e un continuo perfezionamento.

Muovendoci dal presupposto che l’articolazione sia anatomicamente integra e che il tessuto rigido, anche il più “ostile”, sottoposto a continue e periodiche trazioni, tenda a cedere, possiamo affermare che a qualsiasi capsulite si può porre rimedio; un trattamento efficace della capsulite adesiva è mirato a ridurre il dolore, ripristinare la gamma di movimento e migliorare la funzionalità articolare. Vediamo qui di seguito come.

L’ indicazione elettiva per la risoluzione di questa patologia in acuto consiste nell’utilizzo di cortisonici per via orale o infiltrativa locale e graduale recupero della mobilità attraverso l’applicazione di mobilizzazioni passive, eseguite dal terapista.

Efficacia e dati dei trattamenti

Gli esercizi di allungamento, svolti esclusivamente dal paziente, hanno scarsa utilità durante la fase della resistenza capsulare, perché costui da solo non è in grado di fissare la scapola, che tende sempre a “compensare” durante i movimenti del braccio. Successivamente, quando si passerà da una resistenza prettamente capsulare ad una prevalentemente muscolare, gli esercizi svolti in autonomia dal paziente acquisteranno maggiore importanza e saranno in grado di portare a un incremento della mobilità.

Durante la mobilizzazione passiva, nel 90% dei pazienti si può osservare la rottura di fibrosi capsulari. Quando ciò avviene, il paziente lamenta dolore acutissimo, parestesie lungo tutto il braccioformicolii diffusi alla mano, impotenza funzionale. Questi sintomi possono avere una durata che varia da 5 minuti a un’ora e possono lasciare delle “scie” di fastidio continuo, accentuazione del dolore e dell’impotenza funzionale anche per parecchi giorni.

Al contrario, il recupero della mobilità, anche se minimo, porta a un cambiamento concreto del dolore, caratteristico di questa patologia.

Altre terapie per la spalla congelata

Altre opzioni terapeutiche efficaci possono includere terapia fisica e manuale abbinata ad esercizi di stretching e rinforzo muscolare. La terapia fisica e manuale aiuta a migliorare la flessibilità, la forza muscolare e il controllo motorio della spalla. Gli esercizi di stretching e di rinforzo mirati possono contribuire a ridurre la rigidità e a migliorare la funzionalità articolare nel tempo.

È importante lavorare in stretta collaborazione con un team medico per sviluppare un piano di trattamento personalizzato e ottimizzare le prospettive di recupero.

Negli ultimi anni, sono emerse nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche per il trattamento della capsulite adesiva della spalla, come l’uso della terapia ad onde d’urto o la chirurgia mini-invasiva. Queste innovazioni offrono nuove opzioni di trattamento per i pazienti che non rispondono ai metodi tradizionali o che desiderano un recupero più rapido.

In generale, un approccio multimodale che include terapia manuale, fisica, esercizi e infiltrazioni, può essere vantaggioso nel trattamento della capsulite adesiva resistente.

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Quando è necessario l'intervento per la Capsulite Adesiva?

In alcuni casi di capsulite adesiva grave e resistente al trattamento conservativo, può essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico. Questo intervento, noto come capsulolisi artroscopica, mira a rompere manualmente le aderenze nella capsula articolare per ripristinare la mobilità e ridurre il dolore. 

Durante l’intervento, il chirurgo può utilizzare tecniche di artroscopia per rimuovere il tessuto cicatriziale e la capsula ispessita, ripristinando così la mobilità articolare.

L’intervento chirurgico per la capsulite adesiva della spalla è considerato un’opzione di trattamento di seconda linea e viene preso in considerazione solo dopo che il trattamento conservativo non ha avuto successo nel migliorare i sintomi.  La decisione di sottoporsi all’intervento deve essere valutata attentamente in base alle esigenze e alle aspettative del paziente.

Scopri come viene effettuato il trattamento chirurgico di artroscopia della spalla dall’ équipe medica del Dott. Eugenio Cesari.

Tempi di Recupero della capsulite adesiva

La prognosi per la capsulite adesiva varia da persona a persona e dipende dalla gravità della condizione, dall’efficacia del trattamento e dalla costanza nella riabilitazione.

Dopo l’intervento chirurgico, solitamente, per la capsulite adesiva della spalla, è essenziale seguire attentamente il piano di riabilitazione prescritto dal chirurgo ortopedico e dal terapista.

Terminato l’ effetto dell’ anestesia, vi è una regressione della mobilità (dai 10° ai 20° fino al ritorno al ROM originario), dovuta al ritorno del dolore, alla componente elastica dei muscoli periarticolari e ai ripetuti traumi ai quali la capsula è stata sottoposta. Per questo motivo il paziente deve essere sottoposto, fin dal giorno successivo all’intervento, a continue mobilizzazioni, a frequenti cicli di esercizi di allungamento sia a secco che in acqua, sia sotto il controllo del terapista che autonomamente.

Così facendo, anche in presenza di dolore, entro un minimo di un mese fino ad un massimo di 3 mesi, il paziente è in grado di recuperare la completa funzionalità del braccio. In questo periodo è importante seguire attentamente le indicazioni del medico e del terapista, impegnandosi attivamente nel processo di riabilitazione per massimizzare i risultati e prevenire recidive.

Una stretta collaborazione lungo tutto il processo chirurgico e riabilitativo tra chirurgo, anestesista, terapista e paziente è alla base di un buon risultato finale.

Prevenzione della capsulite adesiva: i miei consigli

Anche se non sempre è possibile prevenire la capsulite adesiva, ci sono misure che possono essere adottate per ridurre il rischio di sviluppare la condizione.

Mantenere un peso corporeo sano attraverso una dieta equilibrata e l’esercizio regolare può contribuire a ridurre il carico sulla spalla e a prevenire lesioni. Evitare traumi alla spalla e cercare assistenza medica tempestiva in caso di dolore persistente possono aiutare a identificare e gestire precocemente eventuali problemi alla spalla.

Inoltre, eseguire regolarmente esercizi di stretching e rinforzo muscolare può aiutare a mantenere la flessibilità e la forza della spalla, riducendo il rischio di rigidità e infiammazione della capsula articolare.

Complicanze della capsulite adesiva a lungo termine

Anche se la capsulite adesiva della spalla è considerata una condizione benigna nella maggior parte dei casi, in alcuni pazienti possono verificarsi complicanze a lungo termine, come la calcificazione della capsula articolare o la degenerazione della cuffia dei rotatori.

Queste complicanze possono richiedere un trattamento aggiuntivo e influenzare il processo di recupero.

FAQ e domande sulla capsulite adesiva e spalla congelata

Molte persone si chiedono se la spalla congelata possa guarire da sola nel tempo. Sebbene la spalla congelata possa mostrare un miglioramento spontaneo nel corso di diversi mesi o anni, in molti casi il trattamento è necessario per massimizzare le prospettive di recupero e ridurre il rischio di complicazioni a lungo termine. Con l’intervento precoce e un approccio terapeutico combinato e mirato, è possibile ottenere risultati positivi e riprendere la piena funzionalità della spalla.

Il tempo di guarigione dalla spalla congelata può variare da persona a persona e dipende dalla gravità dei sintomi, dalla risposta al trattamento e dalla costanza nella riabilitazione. In generale, il recupero completo può richiedere diversi mesi. 

Le cause esatte della spalla congelata non sono completamente comprese, ma si ritiene che una combinazione di fattori genetici, infiammazione e trauma, con successiva immobilizzazione possa contribuire allo sviluppo della condizione.

Il trattamento della capsulite adesiva o spalla congelata consiste nell’utilizzo di infiltrazioni o cortisonici per via orale e nell’applicazione di mobilizzazioni passive, eseguite dal terapista. 

Per migliorare l’ efficacia della cura può essere necessario adottare un trattamento combinato comprendente terapia fisica, manuale, mobilizzazioni, esercizi di stretching e rinforzo, e infiltrazioni o antinfiammatori.

Seguire attentamente il piano di trattamento prescritto dal chirurgo ortopedico è fondamentale per migliorare i sintomi e ripristinare la funzionalità articolare.

Il numero di sedute di fisioterapia per la spalla congelata può variare in base alla gravità dei sintomi e alla risposta al trattamento. In genere, possono essere necessarie da 1 a 3 sedute a settimana per ottenere risultati significativi.

Gli esercizi per la capsulite adesiva della spalla dovrebbero mirare a ridurre il dolore, migliorare la flessibilità, la forza muscolare e il controllo motorio della spalla. Questi possono includere esercizi di stretching, esercizi di rinforzo muscolare e attività di mobilizzazione articolare passiva poi attiva. È importante lavorare con un terapista esperto per sviluppare un programma di esercizi personalizzato che si adatti alle esigenze individuali del paziente.

Dormire con la spalla congelata può essere difficile a causa del dolore e della rigidità. È consigliabile dormire su un fianco opposto o utilizzare cuscini per supportare la spalla e ridurre il dolore durante la notte.

La capsulite adesiva può verificarsi più di una volta nella stessa spalla o in entrambe le spalle.

È importante seguire le indicazioni del team medico per prevenire recidive e gestire efficacemente la condizione nel lungo periodo. Mantenere uno stile di vita sano, evitare traumi alla spalla e impegnarsi in una terapia fisica regolare possono aiutare a ridurre il rischio di recidive e a mantenere la salute della spalla nel tempo.

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