PROTESI DI SPALLA

Protesi di spalla: che cos'è?

La spiegazione del Dott. Eugenio Cesari

La spiegazione del
Dott. Eugenio Cesari

La protesi di spalla (o chirurgia protesica di spalla) è l’intervento chirurgico che prevede la sostituzione parziale o totale dell’ articolazione scapolo-omerale

La  protesi di spalla può infatti interessare soltanto la testa dell’omero oppure può essere una protesi di spalla totale, ossia che sostituisce sia la testa dell’omero sia la parte glenoidea a livello scapolare. Per comprendere meglio il concetto è utile fare riferimento all’ immagine di seguito e all’ anatomia della spalla.

protesi spalla dott eugenio cesari 3d render
protesi spalla dott eugenio cesari 3d render
anatomia spalla 3d protesi spalla dott eugenio cesari 2023

L’articolazione della spalla è composta dall’omero, dalla scapola e dalla clavicola.

La testa dell’omero, di forma sferica, si inserisce nella cavità glenoidea, una superficie poco profonda della scapola.

La superficie ossea è ricoperta da cartilagine articolare, un tessuto elastico molto resistente che protegge le ossa e ne consente il movimento. Vi è poi la membrana sinoviale, un tessuto sottile che ricopre le altre superfici all’interno dell’articolazione.

anatomia spalla 3d protesi spalla dott eugenio cesari 2023

In un soggetto sano, questa membrana produce una piccola quantità di liquido che lubrifica la cartilagine, evitando così sfregamenti e attriti tra le ossa.

I muscoli e i tendini poi conferiscono stabilità a supporto, contribuendo all’esecuzione di tutti i movimenti della spalla.

In presenza di un danno alla spalla, può rendersi necessaria la sostituzione protesica: le parti danneggiate vengono così sostituite con componenti artificiali, le protesi di spalla appunto.

Protesi di spalla: quando è indicata?

Quali sono i casi in cui si deve valutare un intervento chirurgico di protesi di spalla?

Quando la limitazione funzionale è grave e il dolore invalidante non è più possibile procedere con l’ approccio conservativo. Pertanto, la chirurgia protesica di spalla può rivelarsi una terapia efficace, soprattutto in casi particolari come:

    • Artrosi di spalla, cioè quando la cartilagine è così usurata da aver determinato la scomparsa dello spazio articolare tra l’omero e la scapola, con conseguente deformazione a carico delle superfici articolari e la comparsa di osteofiti (escrescenze). L’artrosi della spalla può essere primaria, le cui cause non sono note, o secondaria, quando è dovuta a traumi importanti, a malattie infiammatorie articolari (artrite reumatoide), a patologie metaboliche (diabete, gotta), a malformazioni anatomiche o alla pratica di attività usuranti per la spalla;
    • Osteoartrite, ossia la forma degenerativa legata all’usura per l’avanzare dell’età che porta le ossa a sfregare l’una contro l’altra, proprio come avviene nell’artrosi;
    • Artrite reumatoide o osteonecrosi, ovvero quando vi è un’interruzione del flusso di sangue all’osso con conseguente degenerazione e deformazione dei tessuti;
    • Artropatia della cuffia dei rotatori, cioè in seguito ad una lesione della cuffia dei rotatori che porta allo spostamento dell’omero verso l’alto con perdita di centratura con la glena;

Artrosi della spalla

Protesi di spalla: a cosa serve?

La valutazione dell’opportunità o meno di sostituire un danno articolare con la protesi di spalla o con la protesi inversa di spalla viene condotta dallo specialista alla luce del quadro clinico di ogni singolo paziente, tenendo conto anche del dolore e dei sintomi avvertiti, del grado di compromissione della funzionalità della spalla, dell’età, delle condizioni di salute, delle esigenze professionali e sociali e dello stile di vita del paziente.

La chirurgia protesica della spalla infatti dovrebbe contribuire a eliminare il dolore e a migliorare il range dei movimenti eseguibili dal paziente, consentendogli di tornare ad una vita normale.

Come si svolge l'intervento di protesi di spalla?

Preparazione intervento protesi di spalla

L’intervento di chirurgia protesica della spalla può essere effettuato secondo tecniche differenti e il chirurgo condividerà con il paziente in via preliminare il tali dettagli e i risultati attesi.

In primo luogo occorre procedere alla definizione del tipo di protesi, ovvero se la protesi sarà totale, con sostituzione dunque della testa dell’omero e della glena, o parziale, con sostituzione cioè della sola testa dell’omero. In entrambi i casi, il chirurgo pratica un’incisione sulla parte anteriore della spalla, tra il deltoide e il grande pettorale, e procede rimuovendo le componenti ossee usurate (omerali e/o glenoidee) e sostituendole con componenti metalliche (protesi di spalla o protesi inversa di spalla)

Tipi di interventi protesi di spalla

Chirurgia con protesi totale

L’intervento di chirurgia protesica con protesi totale consiste nella sostituzione della componente articolare danneggiata con una protesi composta da una sfera di metallo attaccata a uno stelo che si inserisce a livello omerale o per incastro (pressfit) o con cemento e da una componente in plastica, che viene fissata a livello scapolare.

Emiartroplastica – Chirurgia con protesi parziale

Nel caso della scelta di una protesi parziale, si procede alla sostituzione della sola testa dell’omero si parla di emiartroplastica: si inserisce dunque una protesi simile a quella utilizzata nell’intervento totale, composta da una sfera di metallo e da uno stelo. Questo approccio è indicato nei casi in cui la testa dell’omero è fratturata, ma l’incavo glenoideo è sano; nei casi di fenomeni artritici alla testa dell’omero con superficie glenoidea sana; quando il glenoide è indebolito o nel caso in cui di tendini della cuffia dei rotatori siano rotti.

Protesi inversa di spalla

L’ ultima tipologia di intervento è la protesi inversa di spalla. Solitamente si procede con questo intervento quando ci sono pazienti che presentano artrosi e rottura della cuffia dei rotatori con conseguente debolezza al braccio e limitazione funzionale.

In questi casi di rottura della cuffia dei rotatori, la normale protesi anatomica non potrebbe funzionare, dal momento che mancherebbero i muscoli motori della protesi. Si impianta pertanto la cosiddetta protesi inversa di spalla in cui la forma delle componenti protesiche siano invertite: la sfera viene posizionata sulla scapola (glenoide) e la parte concava sulla testa dell’omero, esattamente al contrario rispetto alla protesi totale.

Questa soluzione consente al paziente di utilizzare il muscolo deltoide al posto della cuffia dei rotatori per sollevare il braccio. Anche in questo caso il chirurgo pratica un’incisione sulla parte anteriore della spalla, tra il deltoide e il grande pettorale, e procede all’impianto protesico.

Video dell' intervento di protesi di spalla

Immagini controllo post-intervento di protesi di spalla

Le esperienze di protesi di spalla dei miei pazienti

Video testimonianze protesi di spalla

FAQ e domande sulla chirurgia protesica di spalla

Chi può sottoporsi all' intervento di protesi di spalla?

La chirurgia protesica della spalla è indicata nei pazienti che convivono con un dolore severo alla spalla, tale da interferire con le attività giornaliere o con il sonno, quando il dolore si manifesta a riposo; nei soggetti che presentano una limitata funzionalità della spalla e debolezza; nei casi in cui altri trattamenti siano risultati non risolutivi.

La valutazione ortopedica indicherà se il paziente è candidabile alla sostituzione protesica, tenendo conto della storia clinica del paziente; delle sue condizioni generali, con particolare attenzione al movimento, alla stabilità e alla forza della spalla; dei risultati degli esami radiologici e degli altri test diagnostici.

Quanto dura l'intervento di protesi di spalla?

L’intervento di chirurgia protesica della spalla ha una durata di circa due ore.

Anestesia protesi di spalla

L’intervento di chirurgia protesica della spalla richiede un’ anestesia per la maggior parte delle volte locale, e in casi minori, generale.

L' intervento di protesi di spalla è doloroso o pericoloso?

Durante l’intervento di chirurgia protesica di spalla il paziente non avverte dolore grazie all’anestesia.

Il paziente sarà informato prima dell’intervento in merito alle eventuali complicazioni legate all’intervento, comprese quelle comuni a tutte le procedure chirurgiche. L’insorgenza di complicazioni è rara nella chirurgia protesica della spalla, si tratta infatti di un intervento sicuro.

Tra le rare complicazioni: infezioni, problemi di mobilizzazione delle componenti protesiche, danneggiamento di un nervo o di un vaso sanguigno.

Quanto dura il dolore dopo una protesi di spalla?

Il normale dolore post- operatorio ha una durata di poche settimane e verrà fronteggiato con terapia farmacologica.

Il dolore varia a seconda delle caratteristiche del paziente, ma generalmente si può riprendere a svolgere le più semplici attività quotidiane entro 2-3 settimane senza problemi.

Tempi di recupero e riabilitazione dopo una protesi di spalla

In seguito all’intervento, il Dott. Cesari ti aiuterà a predisporre un programma di riabilitazione mirato insieme a dei fisioterapisti esperti in modo da rinforzare la spalla, migliorare l’articolarità e la mobilità.

Attenersi alle indicazioni del chirurgo dopo l’intervento è fondamentale per garantire il successo dell’intervento stesso e un recupero completo. Nel periodo riabilitativo, al fine di ottenere i massimi risultati, occorre lavorare con costanza e seguire gli esercizi a casa oltre a quelli svolti presso le strutture riabilitative.

Nei primi 30 giorni post operazione, il paziente indosserà un tutore leggero per la protezione della spalla; è bene dunque che presti attenzione ai movimenti che compie dopo l’intervento, attenendosi alle indicazioni del chirurgo ed evitando attività che possono gravare sull’articolazione.

In un paio di settimane, il soggetto sarà in grado di compiere attività semplici come mangiare, vestirsi, lavarsi.

I tempi di recupero completo si aggirano intorno ai 2-3 mesi, dopodiché il paziente potrà tornare ad avere un range di movimento ampio e potrà svolgere ogni tipo di attività.

Quali sono le complicanze più comuni dopo una protesi alla spalla?

La complicanza più comune dopo un intervento di protesi di spalla è la lussazione e l’instabilità della protesi inversa, che può verificarsi nei primi mesi dopo l’intervento.

Generalmente l’ incidenza è inferiore al 20% dei pazienti.

Come vengono trattate le complicanze della protesi alla spalla?

Nella maggior parte dei casi, il trattamento conservativo è sufficiente e può includere la riduzione non invasiva della lussazione e l’uso di un tutore con braccio abdotto. Nei casi più gravi, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico di revisione.

Cosa fare se sospetto un'infezione della spalla dopo l'intervento?

In presenza di lussazione persistente, è importante escludere l’eventualità di un’infezione della spalla attraverso un’adeguata valutazione clinica e diagnostica.

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