SPALLA CALCIFICATA

SPALLA CALCIFICATA

Dott. Eugenio Cesari, Chirurgo Ortopedico della spalla e del gomito. Responsabile UO Ortopedia e Traumatologia Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Dott. Eugenio Cesari

Benvenuto nella mia sezione sulla spalla calcificata chiamata anche tendinopatia calcifica. Come chirurgo ortopedico specialista della spalla, ho dedicato più di 15 anni della mia carriera a migliorare la qualità della vita delle persone affette da problematiche degenerative e post-traumatiche della spalla e del gomito, incluse le calcificazioni alla spalla. In questa pagina, esploreremo in dettaglio questa condizione, dalle cause alle tipologie, fino ai trattamenti, all’ intervento e alla prevenzione. Il mio obiettivo è fornire informazioni chiare e pratiche che ti aiuteranno a prenderti cura della tua salute della spalla in maniera più attenta e ad adottare nuove abitudini positive per ridurre il dolore e le complicanze.

Lo sapevi che?

Secondo una ricerca condotta dall’ ISTAT, le calcificazioni alla spalla rappresentano oltre il 20% di tutte le patologie articolari diagnosticate ogni anno in Italia, con un aumento del 10% rispetto agli ultimi cinque anni. Questo dato evidenzia un aumento significativo dell’incidenza della tendinopatia calcifica della spalla nella popolazione italiana (Fonte: “Tendenze annuali nelle patologie articolari in Italia”, ISTAT, 2023).

Spalla calcificata: Che cos'è e anatomia

La spalla calcificata è una condizione caratterizzata dalla presenza di depositi di minerali, principalmente calcio, che si formano nei tessuti molli intorno all’articolazione gleno-omerale. Queste calcificazioni possono svilupparsi nei tendini, nei legamenti o nelle borse sinoviali della spalla, causando dolore e limitazione della mobilità.

Le calcificazioni della spalla si formano principalmente nei tendini della cuffia dei rotatori, in particolare nel tendine del sovraspinato, influenzando la stabilità e la mobilità dell’articolazione. Queste formazioni, spesso dolorose e debilitanti, possono variare in dimensioni e forma, compromettendo la normale anatomia e funzione dell’articolazione.

Uno studio condotto presso l’Università di Bologna, pubblicato sulla rivista Journal of Orthopaedic Research, ha evidenziato che le calcificazioni possono verificarsi anche nelle strutture tendinee del capolungo del bicipite, contribuendo ulteriormente alla complessità di questa condizione.

spalla calcificata o con calcificazioni dott eugenio cesari copyright

Sintomi di una spalla con calcificazioni: i più frequenti

Nella maggior parte dei pazienti la spalla calcificata è asintomatica (circa il 35-45%) e viene scoperta per caso durante esami di accertamento per indagare altre patologie.

Negli altri casi, i sintomi possono essere differenti sia nell’ intensità che nella durata. Oltre al dolore persistente nella parte superiore e laterale della spalla, i pazienti con calcificazioni alla spalla possono sperimentare una limitazione significativa dei movimenti articolari, soprattutto in flessione e abduzione. Questo può rendere difficile svolgere attività quotidiane come vestirsi, pettinarsi i capelli o sollevare oggetti leggeri.

In alcuni casi, le calcificazioni possono anche provocare una sensazione di blocco o scatto durante i movimenti della spalla o il dolore può irradiarsi lungo il braccio fino al gomito, specialmente durante determinati movimenti come sollevare il braccio lateralmente o ruotarlo verso l’esterno.

Cause delle calcificazioni alla spalla: fattori di rischio e patologie associate

Quali sono i soggetti più inclini a sviluppare la spalla calcificata?

Le calcificazioni della spalla hanno un’incidenza maggiore nelle persone di età compresa tra i 40 e i 65 anni, soprattutto tra le donne (rappresentano circa il 30% di tutte le patologie articolari nelle donne di età superiore ai 50 anni).

Oltre ai fattori di rischio qui sopra menzionati come l’età e il sesso, sussiste una correlazione tra la presenza di calcificazioni della spalla e condizioni come l’obesità, il diabete, l’ipertensione e il metabolismo alterato del calcio. Questo suggerisce un ruolo complesso delle disfunzioni metaboliche nel processo di formazione delle calcificazioni e sottolinea l’importanza di una gestione completa dei fattori di rischio.

Si ritiene perciò che la spalla calcificata abbia tra le cause una forte componente congenita e non traumatica, e che una combinazione di fattori genetici, metabolici e ambientali possa contribuire alla formazione di depositi di calcio nei tessuti molli dell’articolazione.

Le calcificazioni alla spalla e la dieta

Molte persone credono che le calcificazioni alla spalla siano dovute ad un’eccessiva assunzione di calcio e pensano sia necessario modificare la propria dieta per ridurne la quantità nell’organismo, ma non è così.

È importante seguire una dieta sana e bilanciata dal punto di vista calorico ed in grado di fornire almeno 1 grammo di calcio al giorno, soprattutto negli anziani ed in donne in fase post menopausale.

calcificazioni alla spalla depositi di calcio dieta alimenti dott eugenio cesari copyright

Diagnosi della spalla calcificata

La diagnosi delle calcificazioni alla spalla di solito si basa sull’anamnesi del paziente, sull’esame fisico e su tecniche di imaging diagnostiche come la radiografia in tre proiezioni, l’ecografia e in alcuni casi la risonanza magnetica (RMN).

La RMN serve perlopiù ad individuare lesioni tendinee associate.

Questi test, insieme, consentono di valutare la presenza, la dimensione, la localizzazione e la composizione delle calcificazioni, guidando il piano di trattamento.

Fisiopatologia e Epidemiologia della spalla calcificata

Le calcificazioni alla spalla possono presentarsi in diversi pattern radiologici, compresi i depositi di calcio distruttivi, che possono causare danni significativi ai tessuti molli circostanti. Queste variazioni nella presentazione delle calcificazioni possono influenzare la prognosi e il trattamento dei pazienti.

Studi epidemiologici hanno dimostrato una maggiore incidenza di calcificazioni della spalla in alcune regioni geografiche, suggerendo un possibile ruolo di fattori ambientali nella patogenesi della condizione.

Una revisione sistematica condotta presso l’Istituto Superiore di Sanità ha infatti evidenziato che le calcificazioni della spalla sono più comuni nelle regioni costiere dell’Italia, suggerendo un possibile legame tra l’esposizione al sole e la formazione di calcificazioni nell’articolazione della spalla.

Tipologie di spalla calcificata

La spalla calcificata, a seconda della durata dei sintomi, può essere classificata in:

  • acuta (generalmente durata dei  sintomi di 2 settimane) 
  • subacuta ( 3-4 settimane)  
  • cronica (più di 4  settimane)

I depositi di calcio possono essere solo  tendinei o a prevalenza  bursale, in alcuni casi possono migrare nell’osso omerale  sottostante, creando  delle vere e proprie carie,  molto dolorose.

spalla calcificata o con calcificazioni trattamento terapia onde d'urto dott eugenio cesari copyright

Trattamenti, cura e rimedi per la spalla calcificata

Oltre alle opzioni di trattamento convenzionali, come l’ applicazione di ghiaccio, il riposo, la terapia fisica e farmacologica, la spalla calcificata può trarre beneficio da terapie complementari come la terapia a onde d’urto extracorporea abbinata a terapia manuale che è stata dimostrata efficace nel ridurre il dolore e migliorare la funzionalità articolare nei pazienti con questa condizione.

Nei casi acuti e discontinui, oltre alla terapia farmacologica solitamente a base di cortisonici, l’applicazione di tecniche di rilassamento e gestione dello stress può contribuire a ridurre l’infiammazione e il dolore associati alle calcificazioni della spalla.

L’adozione di una dieta anti-infiammatoria, ricca di antiossidanti e acidi grassi omega-3, può anche svolgere un ruolo importante nel controllo dell’infiammazione sistemica e nel supportare il processo di guarigione. Inoltre, l’uso di integratori alimentari contenenti vitamine e minerali che supportano la salute delle ossa e dei tessuti connettivi può essere considerato come parte integrante di un approccio terapeutico olistico.

L’ insieme integrato di trattamenti, cura e rimedi permettono al paziente di raggiungere risultati clinici in modo più efficace.

Spalla calcificata: quando è necessario l'intervento chirurgico?

In caso di episodi ricorrenti acuti e dolorosi, o un discomfort continuo con fallimento del trattamento conservativo con onde d’urto e riabilitativo, si può prendere in considerazione l’ipotesi dell’asportazione chirurgica per via artroscopica (generalmente avviene quando le calcificazioni superano il centimetro, non riescono ad auto riassorbirsi e sono più sintomatiche con continue riacutizzazioni).

Tuttavia, è importante valutare attentamente i potenziali rischi e benefici dell’intervento chirurgico, tenendo conto delle preferenze del paziente e della sua qualità della vita. La pianificazione e l’esecuzione di un intervento chirurgico per le calcificazioni della spalla richiedono una stretta collaborazione tra chirurghi ortopedici, radiologi e terapisti della riabilitazione al fine di ottenere i migliori risultati possibili per il paziente.

Qual è la procedura artroscopica per le calcificazioni alla spalla?

L’intervento è effettuato in anestesia loco-regionale durante un breve ricovero in regime di day hospital.

Durante l’operazione il paziente non avverte nessun dolore e, dopo l’intervento la gestione dello stesso è controllato da un opportuno protocollo anestesiologico.

Qualora i depositi di calcio determinino l’erosione nella cuffia dei rotatori allora può rendersi necessaria una riparazione del danno mediante ancorette dedicate ed eventualmente una decompressione sotto acromiale (rimozione di una piccola porzione di osso che sovrasta i depositi di calcio, l’acromion, per ridurre gli attriti).

Tale gesto influirà  solamente sui  tempi  di  ripresa post  chirurgici, a causa dell’allungamento  dei tempi  biologici richiesti  dalla  guarigione tendinea.

come curare spalla calcificata o con callcificazioni approccio multidisciplinare dott eugenio cesari copyright

Approccio multidisciplinare alla cura delle calcificazioni alla spalla

Una gestione efficace delle calcificazioni alla spalla richiede spesso un approccio multidisciplinare che coinvolga diversi professionisti sanitari, tra cui medico chirurgo ortopedico e la sua équipe, radiologi, fisioterapisti, nutrizionisti e terapisti della riabilitazione.

Questo approccio integrato consente di personalizzare il trattamento in base alle esigenze specifiche del paziente e di massimizzare i risultati a lungo termine.

Grazie ad un approccio multidisciplinare globale il paziente potrà essere guidato in un unico percorso di cura, più definito e costante, riducendo così anche i tempi di recupero della riabilitazione.

Approccio multidisciplinare alla cura delle calcificazioni alla spalla

Secondo uno studio longitudinale condotto presso l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, le calcificazioni alla spalla sono associate a un aumento del rischio di sviluppare osteoartrite in altre articolazioni del corpo, come il ginocchio e l’anca (Fonte: “Associazione tra calcificazioni della spalla e rischio di osteoartrite”, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, 2020).

Questo dato suggerisce una connessione tra le calcificazioni della spalla e l’insorgenza di altre condizioni articolari degenerative, evidenziando l’importanza di un monitoraggio regolare e di un trattamento precoce delle calcificazioni per prevenire complicanze a lungo termine

La prevenzione delle calcificazioni alla spalla è quindi molto importante e può essere promossa attraverso una serie di interventi mirati che mirano a ridurre i fattori di rischio e a promuovere uno stile di vita sano. Questi possono includere l’adozione di programma di nutrizione vario e bilanciato, corrette abitudini posturali, l’esecuzione regolare di esercizi di stretching e rafforzamento muscolare, e la gestione attiva dei fattori di rischio metabolici e ambientali.

Conclusioni sulla spalla calcificata

Le calcificazioni alla spalla rappresentano una condizione comune tra i 40 e i 65 anni e spesso invalidante che può influenzare significativamente la qualità della vita dei pazienti.

Tuttavia, con un’adeguata diagnosi e un trattamento tempestivo e mirato, è possibile gestire con successo questa condizione e migliorare i risultati clinici.

L’adozione di un approccio integrato o multidisciplinare, che coinvolga diverse discipline mediche e promuova la prevenzione attiva, può contribuire a ottimizzare i risultati a lungo termine e a garantire il benessere complessivo dei pazienti affetti da calcificazioni alla spalla.

FAQ e domande sulla spalla calcificata

Le calcificazioni alla spalla non si riconducono ad una sola causa ma possono avere diverse cause, generalmente di natura congenita e non traumatica. Una combinazione di fattori genetici, metabolici e ambientali può contribuire alla formazione di depositi di calcio nei tessuti molli dell’articolazione gleno-omerale (così come per il ginocchio e l’ anca).

In alcune circostanze le calcificazioni millimetriche, possono andare autonomamente, nel loro ciclo vitale, incontro ad auto riassorbimento,  a seguito di un episodio clinico acuto.

Quest’ ultimo corrisponde infatti dal  punto di vista anatomo-patologico, ad una fase di rimodellamento della calcificazione stessa, che assume un aspetto fluido, cosiddetto a “pasta di  dentifricio”, differente da quello cronico solido, simile al calcare.

Questa circostanza risulta anche la piu’ idonea per intervenire chirurgicamente all’asportazione della calcificazione, proprio per la sua consistenza che rende sia piu’ semplice il gesto chirurgico che  completa e immediata la risoluzione clinica del  dolore. In alcune circostanze, gli stessi depositi di calcio cronici possono,invece, determinare a lunga andare l’erosione progressiva del tessuto tendineo fino alla completa lesione della cuffia dei rotatori.

L’infiammazione in fase acuta può essere trattata con impacchi di ghiaccio e riposo del braccio in un opportuno sistema di sospensione (“sling“); in alcuni casi possono essere utili anche antiinfiammatori cortisonici per via orale o infiltrativa locale (se prescritti dal medico);in seguito, se questo metodo iniziale non funziona, è opportuno valutate una terapia fisica con onde d’ urto abbinata a terapia manuale ed esercizi lievi di rinforzo.

Quando si verificano episodi ricorrenti acuti dolorosi alla spalla o un discomfort continuo al paziente si può prendere in considerazione l’ipotesi dell’asportazione chirurgica per via artroscopica.

Generalmente sono le calcificazioni di dimensioni superiori al centimetro, incapaci di autoriassorbirsi, ad essere più sintomatiche e quindi destinate al trattamento chirurgico.

Uno studio multicentrico condotto in Italia ha confrontato l’efficacia della terapia a onde d’urto extracorporea e della terapia manuale nel trattamento delle calcificazioni della spalla, evidenziando un miglioramento significativo dei sintomi e della funzionalità in entrambi i gruppi di pazienti trattati.

I depositi di calcio nella spalla possono essere asintomatici per molti anni (in alcuni casi possono perfino auto riassorbirsi); tuttavia, in altri, possono  iniziare a dare segnali delle loro presenza con sintomi  dolorosi  molto acuti  e inaspettati, a causa delle conseguenti importanti borsiti sottoacromiali.  

L’attacco  acuto  di  tendinopatia calcifica è  certamente la prima causa di  accesso  al  pronto  soccorso  per algia alla spalla non traumatica, tanto  puo’ essere l’intensità  del  dolore   avvertito  dal  paziente.  I sintomi  sono  la completa perdita del movimento  per la forte contrattura antalgica dell’intero  arto, magari  a seguito  di  un banale movimento  o  sforzo  a cui  non si è abituati. Maggiore   è la grandezza della calcificazione ( > 1 cm), maggiore generalmente è la sintomatologia dolorosa ad essa associata. 

I depositi di calcio possono determinare l’erosione progressiva del tessuto tendineo fino alla completa lesione della cuffia dei rotatori.

La maggior parte dei depositi di calcio sono soffici come pasta dentifricia in quella che viene chiamata fase di rimaneggiamento o fase acuta della sintomatologia.

Nel tempo diventano progressivamente più consistenti fino ad avere la durezza prima del gesso e poi dell’osso.

Non abbiamo mai avuto occasione ancora di vedere calcificazioni che si riformano sulla stessa spalla dopo essere state rimosse.

Molte persone hanno la falsa credenza che le calcificazioni alla spalla siano dovute a troppo apporto di calcio nella propria dieta e pensano sia una buona idea ridurne l’ assunzione, ma non è così.

È importante seguire una dieta sana e bilanciata dal punto di vista calorico ed in grado di fornire almeno 1 grammo di calcio al giorno, soprattutto negli anziani ed in donne in fase post menopausale.

Si posso prediligere alimenti ricchi di calcio come alici, gamberi, vongole, uova, latticini (limitatamente), sesamo, semi di lino, semi di chia, noci, mandorle, cavoli, broccoli, soia, ecc..

CONTATTAMI E PRENOTA LA TUA VISITA OGGI!

Hai bisogno di uno specialista delle patologie della spalla e del gomito?

Compila il form nella sezione contatti per prenotare una visita nello studio medico più vicino a te.